Cosa faccio di quel che mi disturba?

Nell’articolo si parlerà del disagio come primo sentore che sta avvenendo qualcosa dentro di noi e come l’essere umano tenta di rispondere a questa emozione.

Grazie al mestiere che faccio, da molto tempo mi confronto con un sentimento importante che è la dissonanza, sia essa cognitiva o emotiva e, non ultima, anche sociale, lavorando da anni anche nel terzo settore.

Penso che la dissonanza sia quel fattore che ci mette fortemente in crisi e che possa spingerci a fare qualcosa in termini di cambiamento.

Le dissonanze, storicamente, hanno sempre suscitato un grande interesse e, dal mio punto di vista, hanno dato l’energia alla nascita della psicoanalisi. Cioè ad una vera e propria rivoluzione culturale e sociale.

Il termine dissonanza fu introdotto nel 1957 da Festinger, ma ripreso da Erikson proprio per descrivere situazioni di complessa elaborazione cognitiva in cui nozioni, credenze, opinioni esplicitate contemporaneamente nel soggetto in relazione ad un tema, si trovano a contrastare funzionalmente tra loro: questa “incoerenza” genera disagio, perciò l’essere umano cerca di
eliminarla o di ridurla il più possibile.

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L’emancipazione femminile? Una questione di integrazione

Nell’articolo si parla dell’emancipazione femminile in un’ottica di integrazione

Dalla Festa delle Donne ad una Festa dell’Integrazione

Siamo in procinto come ogni anno di festeggiare l’8 marzo, la Festa delle Donna e ci saranno persone che decideranno di andare a vedere gli spogliarelli maschili, chi cenerà con le amiche, chi deciderà che siccome si è donne tutto l’anno non ha senso una festa. Su quest’ultimo punto mi sorge spontanea la domanda: perché si festeggiano i compleanni allora?

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