ALTERNANZA SCUOLA LAVORO: SCAMBIARE IL CONTENITORE PER IL CONTENUTO?

Come lo sguardo sul mondo organizza i contesti

A margine della gravissima tragedia accaduta in una esperienza di Alternanza Scuola Lavoro[1], poche settimane fa, mi vengono in mente una serie di riflessioni a partire dalla mia personale esperienza di questi progetti seguiti come responsabile della struttura di accoglienza degli studenti[2].   

L’obiettivo di questa esigenza non è certo quella di sminuire la portata della tragedia né difendere tout court l’Alternanza ma mettere il focus su una questione che ritengo centrale: il problema è il contenitore o il contenuto?

Per contenuto non intendo solo quello che è la proposta formativa fatta agli studenti, la proposta è direttamente legata alla visione che abbiamo delle persone e come crediamo che esse possano esprimere il meglio di sé, in tutte le fasi del ciclo di vita.

Fare l’esperienza della Asl dentro una cooperativa sociale, in altre parole, dovrebbe organizzare anche l’esperienza che verrà proposta e quello che ne riceveranno gli studenti.

Formazione o lavoro?

Nel nostro caso eravamo interessati a sperimentare cosa succedesse nel mettere insieme e collegare, differenti generazioni, ritenendo necessario, imprescindibile creare occasioni di scambio tra di essere con l’obiettivo di confrontare punti di vista, discuterne, confliggere nei dibattiti, arrivare a compromessi e negoziazioni.

Quando siamo venuti a conoscenza come Cooperativa di questa possibilità a disposizione della scuola (e quindi della comunità), abbiamo creduto importante portici investire, capire insieme agli istituti come mettere in rete cooperativa e scuola di fronte ad una finalità che possiamo dire comune: credere che il benessere di ognuno e il progresso civile della comunità siano trasformativi, costruendo la capacità dei singoli e della società di prendersi cura di chi ha meno potere, la scuola partendo da una formazione accessibile e gratuita a tutti gli studenti e noi, come cooperazione il favorire le condizioni di tutti i cittadini fragili.

Il lavoro di riflessione sulla comunità era ed è, garantita dal fatto che ci sono due gruppi, gruppo di utenti anziani e gruppo di studenti, che si incontrano grazie alla predisposizione di un tempo e di uno spazio, legittimato da una legge, operativamente trasformata in modalità didattica.

Quindi, ancora oggi, il progetto che proponiamo agli studenti non ha in alcun modo a che fare con lo sfruttamento di nessuno: non ci serve che gli studenti sappiano “accompagnare gli anziani al bagno”, è invece centrale che imparino competenze sociali e civiche riflettendo insieme su cosa significhi per loro essere cittadini.

Il gruppo come luogo per sviluppare competenza

Proponiamo di sviluppare la capacità di collaborazione, autoaffermazione ed integrità; imparare a stare nei gruppi discutendo le proprie idee, convinzioni tollerando la frustrazione che ne può derivare sviluppando la capacità di comunicare in modo costruttivo in una serie di ambienti distinti grazie alla competenza nel valutare e tollerare la diversità.

Capire e sapere gestire la differenza tra pubblico e privato, tra privato e contesto lavorativo e sapersi muovere in contesti differenti. Creare con loro un contesto di interesse sullo sviluppo socioeconomico, della comunicazione interculturale.

Imparare a tollerare la confusione

Soprattutto, queste esperienze servono, a tollerare la confusione che stare in contesti nuovi genera, starci provando a capire cosa succede dentro e fuori di noi.

Questo è però il modo, come si scriveva all’inizio, con cui un certo parte di economia (terzo settore) , alcuni gruppi di lavoro, alcuni professionisti guardano il mondo.  

L’interesse specifico è quello di sviluppare la comunità e le relazioni che in essa di costruiscono, comprendere il come, costruire nuove categorie di lettura di ciò che accade.

E’ una differenza sostanziale, di epistemologia, rappresenta la teoria che abbiamo sulle persone e che orienta il proprio metodo di intervento, e le azioni che ne conseguono.


[1] “LAlternanza scuola-lavoro, obbligatoria per tutte le studentesse e gli studenti degli ultimi tre anni delle scuole superiori, licei compresi, è una delle innovazioni più significative della legge 107 del 2015 (La Buona Scuola) in linea con il principio della scuola aperta”. https://www.istruzione.it/alternanza/cos-e-alternanza.html

[2] Centro Diurno Anziani Fragili Elianto gestito per conto del Distretto 5.1 dalla Iskra Cooperativa Sociale Onlus di cui sono socia.

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