Letture ai tempo del virus #2

La città appestata di M. Foucault

In questo testo di Foucault, Sorvegliare e punire, il filosofo apre con una minuta descrizione delle misure amministrative e di sicurezza pubblica da adottare in caso di peste. Non sembra così distante da quello che oggi stiamo vedendo e leggere questo testo personalmente mi ha creato una sorta di perturbante.

Mi sono soffermata, pensando a quello che accade oggi, su questo punto:

“Alla peste risponde l’ordine. La sua funzione è di risolvere tutte le confusioni: quella della malattia, che si trasmette quando i corpi si mescolano; quella del male che si moltiplica quando la paura e la morte cancellano gli interdetti“.

e ancora:

Ci fu intorno alla peste, tutta una finzione letteraria di festa: le leggi sospese, gli interdetti tolti, la frenesia del tempo che passa, i corpi che si allacciano irrispettosamente, gli individui che si smascherano, che abbandonano la loro identità statutaria e l’aspetto sotto cui li si riconosceva, lasciando apparire una tutt’altra verità. Ma ci fu anche un sogno politico della peste, che era esattamente l’inverso: non la festa collettiva, ma le divisioni rigorose; non le leggi trasgredite, ma la penetrazione, fin dentro ai più sottili dettagli della esistenza, del regolamento.

Ringrazio per la condivisione del file, la collega Dott.ssa Federica Formaggi.

Nel file allegato potete leggere l’articolo completo, introdotto da Clemens-Carl Härle