Diversità o ricchezza, disagio o opportunità?

Nell’articolo si parlerà del disagio come opportunità di trasformazione

Nella nostra società usare il termine “anziano”, o peggio che mai, “vecchio” pare sia sbagliato. Da qui una serie di perifrasi, aggiustamenti, spesso ridicoli, che mascherano la verità. Come i ciechi vengono definiti “non vedenti”, o un disabile viene definito “diversamente abile”, con verità alternative, Perché, che bisogno c’è di cambiare le parole? Se la verità è vissuta come un oltraggio, la finzione diviene l’unica via percorribile lungo il cammino di un’illusione questa sì, oltraggiosa. De Robertis, 2007

Il Disagio e la Risorsa

Come prima cosa vi chiedo di modificare il titolo in questo modo: Diversità e ricchezza, disagio e opportunità? Sembra altrimenti un aut-aut che toglie, diminuisce e scinde mentre a me piace pensare a tutto ciò che include. Fatta questa richiesta vorrei collocare questo intervento all’interno di un vertice teorico che definisco “clinico” nel senso che ha a che fare con la dinamica delle relazioni. Di nuovo mi interesso del titolo e trovo che le parole che colpiscono sono disagio e risorsa.

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L’emancipazione femminile? Una questione di integrazione

Nell’articolo si parla dell’emancipazione femminile in un’ottica di integrazione

Dalla Festa delle Donne ad una Festa dell’Integrazione

Siamo in procinto come ogni anno di festeggiare l’8 marzo, la Festa delle Donna e ci saranno persone che decideranno di andare a vedere gli spogliarelli maschili, chi cenerà con le amiche, chi deciderà che siccome si è donne tutto l’anno non ha senso una festa. Su quest’ultimo punto mi sorge spontanea la domanda: perché si festeggiano i compleanni allora?

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